lunedì 2 novembre 2009

Villaggio abusivo, 200 parti civili - dalla gazzetta del Mezzogiorno di venerdì 30 ottobre 2009

Castellaneta sono tre gli imputati a rischiare il rinvio a giudizio nel procedimento penale per la realizzazione del complesso «la città del catalano» 

Ma il gup Valeria Ingenito respinge la richiesta di citazione per il Comune 
MIMMO MAZZA 

  • Le parti civili sono quasi 200, tra proprietari e aspiranti tali, ma a rischiare di risarcirli non sarà il Comune di Castellaneta. Il giudice per l’udienza preliminare Valeria Ingenito ha respinto la richiesta di citare l’ente come responsabile civile nell’ambito della richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Mariano Buccoliero per la realizzazione del complesso turistico “Città del Catalano”, che si estende complessivamente su un’area di circa 10 ettari nel territorio di Castellaneta Marina. Come responsabile civile è stata ammessa, invece, la citazione della ditta di Gravina in Puglia che realizzò il complesso. 
  Il 5 novembre del 2007, gli agenti del Nucleo investigazioni ambientali del corpo forestale apposero i sigilli a circa 300 appartamenti, una piscina, campi da gioco, un ristorante e persino un albergo. Tra gli acquirenti delle ville circolano anche nomi importanti, come quello del difensore della Juventus, Nicola Legrottaglie. Il complesso è situato nel cuore della pineta costiera, nelle vicinanze di un riserva biogenetica. La zona è classificata tra le aree naturali protette e i Forestali contestano proprio il fatto che i lavori hanno interessato, per oltre 6 mila metri quadrati, anche il tratturello demaniale Pineto, considerato «bene di notevole interesse». Per le opere in costruzione sarebbero stati rilasciati diversi permessi da parte di enti pubblici, soprattutto dal Comune di Castellaneta, senza però aver richiesto e acquisito preventivamente, da parte della soprintendenza per i beni e le attività culturali e dell’Ufficio parchi della Regione Puglia, i nulla osta sul vincolo paesaggistico e la valutazione di incidenza, previsti per legge e obbligatori per il rilascio di qualunque autorizzazione». 
  Tre le persone che rischiano il processo: Liborio Dibattista, di Gravina in Puglia, amministratore unico della società proprietaria dell’area in cui sono state realizzate le opere, e i funzionari dell’ufficio tecnico del Comune di Castellaneta Renato Notarnicola e Pasquale D’Alò, imputati di abuso d’uf - ficio e lottizzazione abusiva. L’udienza è stata aggiornata al 14 gennaio 2010 quando è in programma la requisitoria del pubblico ministero e la discussione delle parti civili.


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