lunedì 5 settembre 2011

dal "Corriere del Giorno" del 4 settembre 2011

Conferenza stampa e assemblea pubblica della Confcommercio e dei proprietari per fare il bilancio dell’annata


Castellaneta Marina, un lungo “cahier de doleance”

Una località abbandonata, sporca, buia, in declino. E fra le parti non mancano le polemiche

CASTELLANETA MARINA – Momenti kafkiani.

Associazione dei proprietari di case, Confcommercio, Comitato difesa dei diritti dei proprietari si uniscono, per far meglio sentire la loro voce ai sordi del municipio, ma a momenti paiono polli di Renzo.

Fra il pubblico, non molto folto, l’on. Carmelo Patarino, sul tema: “Riprendiamoci Castellaneta Marina”, apre la conferenza stampa, anzi comincia la lettura di un lunghissimo “cahier de doleance”, l’avvocato Mimì Cassano: «Castellaneta Marina abbandonata, quasi ignorata; il suo sviluppo tanto sbandierato lettera morta; vogliamo essere pungolo non contrasto con l’Amministrazione; ma a nessuno è dato prevaricarci; il Comune deve spiegare perché per Castellaneta Marina spende solo 40mila euro, quando invece dalle quasi 3mila ville ne incassa centinaia di migliaia; effetti di questa scarsa spesa: strade dissestate e sporche di aghi di pini, dovrebbero essere all’opera tre macchine spazzolatrici, nemmeno l’ombra, ma la Tarsu vien pagata, pali cadenti, non sostituiti, anzi sostituiti dal buio, aiuole con ancora gli sfalci delle palme». Quand’ecco “una voce dal sen fuggita” dal tutore dei diritti dei proprietari: «C’è una forte evasione, molti proprietari fanno i furbi, allora il Comune intensifichi la lotta all’evasione e metta ordine in Castellaneta Marina». Cassano non ha detto che, ai fini fiscali, molte delle ville di Castellaneta Marina sono prima casa, esentata dall’Ici, anche se il titolare vive e risiede altrove.

Parla il rappresentante dei proprietari, Nardone, indifferente alla frustata di Cassano, per aggiungere altre disfunzioni: «I molti risarcimenti per le cadute nelle strade; si sistemano solo le strade abitate da elettori comunali; cassonetti pieni di tutto, svuotati dopo giorni». Uno del pubblico aggiungerà: «Cassonetti bucati, fuoriesce liquido, meta di zanzare e topi e fonte di fetori; disinfestazione inutile perché fatta in tempi non congrui; altri fetori dalla fogna nera incompiuta; gli artisti sono stati sostituiti dai giochi per bambini; del parcheggio all’ingresso nulla; aree mercatali, ambulanti, nulla; eventi, pochi, organizzati da privati; un funzionario per l’estate che non risponda, boh!».

Paolo Tanzarella, Confcommercio: «L’anno scorso abbiamo chiesto il rispetto delle regole e della concorrenza; abbiamo riservato agli ambulanti il lungomare chiedendo per loro, per efficienza del lavoro e per la loro dignità umana, luce, acqua, bagni, scomparsi; piazza Selene, da essere un biglietto da visita è un territorio lunare; improvvisazioni, opere inutili perché fatte in agosto; il Piano commerciale s’è perso fra i veti incrociati della maggioranza; ignoto il Piano coste; inesistente lo sportello Suap (assistenza); mercato immobiliare, vendite e affitti, in regresso, non attraiamo più nessuno; il Comune potrebbe incassare 600mila euro dalle aree marine, ma non incassa quasi nulla». In serata devono essergli arrivati sciroccosi ringraziamenti dei gestori dei lidi per l’attenzione, anche se, costoro, diranno che essi vogliono pagare, ma è il Comune che non sa farsi pagare.

Dal pubblico Giuseppe Rochira, consigliere comunale di opposizione: «Presiedo la commissione che avrebbe dovuto dare l’ok al Piano commerciale, ma la maggioranza fa mancare il numero legale; potrebbe discuterne il Consiglio comunale, nulla. Occorre che ciascuno si impegni, sia artefice del proprio futuro, partecipando alle elezioni».

Un proprietario: «Assemblea a fine estate, bisognava farla il primo luglio; ci stiamo piangendo addosso; complete le denunce, ma nessuna azione; come località turistica siamo al minimo storico; sembriamo una terra bombardata». Replica Tanzarella: «L’anno scorso abbiamo tentato di fare qualcosa, ma siamo rimasti soli, se aveste partecipato qualche cosa avremmo potuto ottenerla». Un altro proprietario: «Non partecipiamo perché vogliamo stare in vacanza, ma dovremmo scendere in piazza». Un altro proprietario: «Ai vigili bisogna fare un corso di educazione civica (applausi, il solito straccio che vola); si mettono i nonni civici dove sta il caos e il caos aumenta; un fruttivendolo sta attaccato ai cassonetti sporchi; commercianti, avete fatto male ad allontanare gli ambulanti, creano movimento». Una ragazza hobbysta, che potrebbe vendere i suoi lavori: «Perché non posso venderli qui, in centro, sono cittadina di serie “C”»? L’avvocato Tiberio Rucci mette il dito in due piaghe sanguinanti: per i mezzi di soccorso è difficilissimo arrivare ai lidi; molti i furti nemmeno denunciati.

Una serata con righe degne di Kafka, paradossale: i corresponsabili, a loro stesso dire e mostrare o evasori, o irresoluti, o in lite fra loro, del declino di una località altrimenti insuperabile, vogliono che il declino lo arresti il meno capace di tutti a far qualcosa di utile, la politica.



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intervista La7